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Per ovviare al
lunghissimo tempo che occorre ad un segnale elettromagnetico per
viaggiare nello spazio interstellare, si preferisce inviare i segnali
nel subspazio, dove la velocità della luce è ampiamente superata.
L'unico inconveniente è la rapida dissipazione del segnale, che
obbliga ad usare energie elevate e tutta una serie di ripetitori
subspaziali disseminati nella galassia.
Ripetitori subspaziali
Una volta resi possibili i viaggi oltre la velocità della luce, era
necessario anche comunicare a quella velocità, quindi venne realizzato
un sistema di trasmissioni subspaziali basato sul fatto che l'energia
su cui è modulata la portante della trasmissioni è instradata nel
subspazio/warp. La velocità di propagazione del segnale e la portata
della trasmissione subspaziale dipendono dalla profondità raggiunta
nel subspazio, la qual cosa dipende a sua volta dall'energia applicata
e dalle caratteristiche di focalizzazione e polarizzazione del segnale
stesso.
Le prime trasmissioni subspaziali avvennero a velocità di poco
superiori alla velocità delle navi in quel periodo; successivamente,
la velocità aumentò grazie all'uso di sistemi di comunicazione più
efficienti e perfezionati che permisero alle portanti subspaziali di
penetrare sempre più in profondità nel subspazio.
Tuttavia, c'è un problema per la distanza di propagazione delle onde
nel subspazio. Per quanto il segnale sia polarizzato, può capitare che
questo esca temporaneamente dal subspazio per emergere nello spazio
normale e propagarsi secondo le regole delle normali onde
elettromagnetiche. Per questo motivo nel territorio federale esiste
una rete di ripetitori subspaziali che si occupano di ritrasmettere i
segnali subspaziali che stanno per rientrare o sono già rientrati
nello spazio normale.
La velocità di propagazione di un segnale subspaziale è equivalente ad
un fattore Warp di 9.9997, il segnale subspaziale è, quindi, 50 volte
più veloce della più veloce delle astronavi federali. Tuttavia i
segnali subspaziali tendono a decadere nel tempo nel modo in cui
l'energia forzata attraverso la soglia del subspazio tende ad
appiattirsi diventando un normale e lento segnale elettromagnetico (EM).
Questo fenomeno, che si verifica a distanze proporzionali al picco di
potenza irradiata dal raggio in uscita con una distanza limite di
22,65 anni luce, ha portato la necessità di installare degli
amplificatori di segnale e un piccolo numero di basi di comunicazione
ad intervalli di 20 anni luce, formando una griglia irregolare di
celle lungo le maggiori linee di scambio e nelle aree di esplorazione.
Nuovi ripetitori vengono installati non appena un'area della galassia
termina di essere cartografata e piccoli ripetitori sono trasportati a
bordo delle navi della Federazione come dispositivi temporanei fino a
quando vengono sostituiti da unità permanenti.
Stazione di collegamento
Questa stazione SCT (Starfleet Communication Traffic) permette di
amplificare le comunicazioni subspaziali della Flotta stellare e delle
navi stellari.
La stazione ha anche la funzione di incanalare il traffico tra i vari
ripetitori subspaziali presenti nell'area di operatività. |