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Tutti i sistemi di una nave stellare funzionano grazie all'energia che gli viene
fornita dal reattore materia- antimateria (MAMR, Matter/Antimatter Reactor), che
produce un'energia equivalente a quella che si sviluppa all'interno di una
stella.
Nel MAMR si annichiliscono materia e antimateria, sviluppando l'energia
necessaria per creare un campo di curvatura. Nessun altro sistema di produzione
di energia può competere con il MAMR in termini di efficienza e di quantità di
energia prodotta in modo controllato.
Il MAMR è composto da quattro sottosistemi: gli iniettori dei reagenti, i
segmenti di costrizione magnetica, la camera di reazione materia/antimateria e i
condotti di trasferimento dell'energia. Materia e antimateria sono stivate
separatamente ai due estremi della sezione motori.
La materia usata per alimentare i motori a curvatura è costituita da deuterio.
L'antimateria invece, costituita da anti-idrogeno, è conservata in capsule
cilindriche separate ed indipendenti situate all'estremità inferiore dello
scafo. Ognuna di queste capsule è dotata di un proprio sistema di contenimento e
può essere espulsa rapidamente. Da ogni serbatoio e da ogni capsula si diramano
condotti che trasportano l'antimateria al nucleo di curvatura.
Il tasso di reazione dell'antimateria deve essere al di sopra del 9%, altrimenti
gli iniettori di plasma si chiuderebbero e non sarebbe possibile attivare le
gondole di curvatura.
I sistemi seguenti garantiscono il funzionamento del MAMR:
Iniettori dei reagenti
Gli iniettori, posti alle estremità superiore ed inferiore del MAMR (motore
materia-antimateria), immettono un flusso controllato di materia e antimateria
verso i segmenti di costrizione, al centro del nucleo. Qui entrano in gioco i
sistemi che devono controllare la reazione; infatti, una reazione incontrollata
tra materia e antimateria provoca un'esplosione catastrofica con un rilascio
incontrollato di una grande quantità di energia.
Segmenti
di costrizione magnetica
I costrittori magnetici
costituiscono la parte centrale del nucleo del MAMR (motore materia-antimateria)
e provvedono a fornire il supporto strutturale alla camera di reazione stessa,
il contenimento della pressione per tutto il nucleo e l'allineamento del flusso
del combustibile convogliandolo verso la camera di reazione. Ogni costrittore è
formato da due parti, ognuna delle quali contiene un compressore toroidale e
numerose serie di bobine di costrizione magnetica. I costrittori concentrano e
accelerano il flusso di carburante proveniente dagli iniettori per indirizzarlo
alla camera di reazione
Camera di reazione
La camera di reazione è il cuore vero
e proprio della nave, la sua funzione principale è di
consentire l'annichilazione controllata di materia e
antimateria e trasferire l'energia risultante alle condutture
EPS (electroplasma system). La camera di reazione è
costruita attorno ad una griglia di cristalli di dilitio
(l'unico materiale conosciuto che non reagisce all'antimateria),
che consente mediante il rallentamento dell'antimateria
di produrre una reazione constante e controllata. Tutta la camera (formata da due elementi a
campana all'interno della quale avviene la reazione
primaria e le sue misure si attestano attorno ai 2,3 m
di altezza ad ai 2,5 m di diametro) è costruita con
compositi di duritanio e altre leghe estremamente
resistenti a calore e pressione; appositi
superconduttori creano un campo di contenimento in grado
di reggere una temperatura di 4.000.000 Kelvin e una
pressione di 200.000 atmosfere. A partire
dalla seconda metà del XXIV secolo nelle camere di
reazione è presente un sistema che permette la
ricristallizzazione del dilitio. L'energia fornita
dall'annichilazione viene divisa e inviata nei due
condotti di plasma
che escono dal nucleo di curvatura e si dirigono verso
le gondole dei motori a curvatura. L'energia prodotta
dalla reazione viene inviata anche ad altri sistemi
tramite la rete di distribuzione energetica della nave.
Condutture di trasferimento di
energia
Le condutture di trasferimento di
energia, o EPS, sono simili ai costrittori
magnetici in quanto utilizzano anch'essi un campo di
contenimento interno per trasferire il plasma
da un punto all'altro. La principale differenza è
che questi dispositivi devono percorrere distanze molto
maggiori per raggiungere ogni sezione dell'astronave,
dove ricaricano accumulatori e batterie che a loro volta
alimentano i vari sistemi (l'unico componente alimentato
direttamente dal plasma è il motore a curvatura).
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